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Grammatica

Guide pratiche su conversazione, grammatica, pronuncia, ascolto e pianificazione dello studio, scritte per studenti che desiderano utilizzare il giapponese nella vita reale.

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Grammatica · Pagina 18

Grammatica per parlare

Shika, Dake, Bakari e Mo: particelle focalizzate giapponesi

Dake e shika si traducono entrambi come solo, ma scambiare l'uno con l'altro cambia il senso della frase e, nel caso di shika, forza il verbo al negativo. Le particelle focus sono il luogo in cui vivono la cortesia e l'atteggiamento.

Grammatica per parlare

Cosa significa realmente Desu in giapponese?

Desu ha due lavori diversi e mescolarli è il motivo per cui takai desu confonde le persone. Dopo un sostantivo significa è o sono; dopo un aggettivo-i non significa assolutamente nulla e rende solo la frase educata.

Grammatica per parlare

Kudasai o Onegaishimasu: quale parola di richiesta utilizzare

Kudasai e onegaishimasu trasformano entrambi una parola in una richiesta, ma si attaccano in modo diverso e si sentono diversi. Una volta che puoi sentire questa differenza, ordinare, chiedere qualcosa al personale e chiudere una telefonata non sono più congetture.

Grammatica per parlare

Wakaru o Shiru: due modi di sapere in giapponese

L'inglese ti dà un verbo per sapere. Il giapponese te ne dà due, e scegliere quello sbagliato può far sembrare sprezzante una risposta educata. Questa guida mostra quando un madrelingua giapponese usa il wakaru e quando lo shiru.

Grammatica per parlare

Mieru o Mirareru, Kikoeru o Kikeru

Il giapponese separa il vedere qualcosa perché è lì dal poterlo vedere perché le circostanze lo consentono. Se fai la giusta suddivisione, un'intera famiglia di frasi quotidiane smetterà di sembrare tradotta.

Grammatica per parlare

Made o Made ni: scadenze e durate in giapponese

Un piccolo ni è la differenza tra lavorare fino alle cinque e finire entro le cinque. Il giapponese decide tra made e made ni guardando il verbo, non la traduzione inglese.

Grammatica per parlare

Nan o Nani: perché il Kanji 何 cambia lettura

Un kanji, due letture e nessun segnale evidente su quale usare. La scelta tra nan e nani non è casuale e la regola che sta dietro si inserisce in una frase una volta che sai cosa sta facendo la tua lingua.

Grammatica per parlare

Naru o Suru: diventare qualcosa anziché renderlo tale

Uno dei passi più grandi verso un giapponese dal suono naturale è sapere quando dire che è diventato e quando dire che ce l'ho fatta. Naru e suru si dividono il lavoro, e il giapponese ricorre al naru molto più spesso dell'inglese.

Grammatica per parlare

Omou o Kangaeru: due modi di pensare in giapponese

Sia omou che kangaeru si traducono come pensare, ma svolgono lavori diversi. Uno afferma ciò che provi riguardo a qualcosa; l'altro descrive il lavoro di ragionamento.

Grammatica per parlare

Tokoro: luogo, momento e quasi

Tokoro inizia la vita significando luogo, ma la maggior parte delle volte lo senti in una conversazione sta invece segnando un momento in un processo. Questa guida percorre l'intero viaggio.

Grammatica per parlare

Mono da e Koto da: consigli, verità e reminiscenza

Mono da e koto da sembrano quasi identici e svolgono lavori completamente diversi. Uno parla di come è il mondo, l'altro dice a qualcuno cosa fare.

Grammatica per parlare

Ba Yokatta: come esprimere rammarico in giapponese

Il rimpianto in giapponese segue un piccolo schema: un condizionale più yokatta, che significa che sarebbe stato bello se. Impara la forma e gli addolcitori e potrai commettere un errore senza soffermarti su di esso.

Guida pratica giapponese

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