Grammatica
Guide pratiche su conversazione, grammatica, pronuncia, ascolto e pianificazione dello studio, scritte per studenti che desiderano utilizzare il giapponese nella vita reale.
Grammatica · Pagina 18
Shika, Dake, Bakari e Mo: particelle focalizzate giapponesi
Dake e shika si traducono entrambi come solo, ma scambiare l'uno con l'altro cambia il senso della frase e, nel caso di shika, forza il verbo al negativo. Le particelle focus sono il luogo in cui vivono la cortesia e l'atteggiamento.
12 min di letturaCosa significa realmente Desu in giapponese?
Desu ha due lavori diversi e mescolarli è il motivo per cui takai desu confonde le persone. Dopo un sostantivo significa è o sono; dopo un aggettivo-i non significa assolutamente nulla e rende solo la frase educata.
13 min di letturaKudasai o Onegaishimasu: quale parola di richiesta utilizzare
Kudasai e onegaishimasu trasformano entrambi una parola in una richiesta, ma si attaccano in modo diverso e si sentono diversi. Una volta che puoi sentire questa differenza, ordinare, chiedere qualcosa al personale e chiudere una telefonata non sono più congetture.
12 min di letturaWakaru o Shiru: due modi di sapere in giapponese
L'inglese ti dà un verbo per sapere. Il giapponese te ne dà due, e scegliere quello sbagliato può far sembrare sprezzante una risposta educata. Questa guida mostra quando un madrelingua giapponese usa il wakaru e quando lo shiru.
14 min di letturaMieru o Mirareru, Kikoeru o Kikeru
Il giapponese separa il vedere qualcosa perché è lì dal poterlo vedere perché le circostanze lo consentono. Se fai la giusta suddivisione, un'intera famiglia di frasi quotidiane smetterà di sembrare tradotta.
14 min di letturaMade o Made ni: scadenze e durate in giapponese
Un piccolo ni è la differenza tra lavorare fino alle cinque e finire entro le cinque. Il giapponese decide tra made e made ni guardando il verbo, non la traduzione inglese.
13 min di letturaNan o Nani: perché il Kanji 何 cambia lettura
Un kanji, due letture e nessun segnale evidente su quale usare. La scelta tra nan e nani non è casuale e la regola che sta dietro si inserisce in una frase una volta che sai cosa sta facendo la tua lingua.
14 min di letturaNaru o Suru: diventare qualcosa anziché renderlo tale
Uno dei passi più grandi verso un giapponese dal suono naturale è sapere quando dire che è diventato e quando dire che ce l'ho fatta. Naru e suru si dividono il lavoro, e il giapponese ricorre al naru molto più spesso dell'inglese.
14 min di letturaOmou o Kangaeru: due modi di pensare in giapponese
Sia omou che kangaeru si traducono come pensare, ma svolgono lavori diversi. Uno afferma ciò che provi riguardo a qualcosa; l'altro descrive il lavoro di ragionamento.
13 min di letturaTokoro: luogo, momento e quasi
Tokoro inizia la vita significando luogo, ma la maggior parte delle volte lo senti in una conversazione sta invece segnando un momento in un processo. Questa guida percorre l'intero viaggio.
15 min di letturaMono da e Koto da: consigli, verità e reminiscenza
Mono da e koto da sembrano quasi identici e svolgono lavori completamente diversi. Uno parla di come è il mondo, l'altro dice a qualcuno cosa fare.
19 min di letturaBa Yokatta: come esprimere rammarico in giapponese
Il rimpianto in giapponese segue un piccolo schema: un condizionale più yokatta, che significa che sarebbe stato bello se. Impara la forma e gli addolcitori e potrai commettere un errore senza soffermarti su di esso.
16 min di letturaGuide pratiche
Trasforma la conoscenza giapponese in sicurezza nel parlare
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