Grammatica
Guide pratiche su conversazione, grammatica, pronuncia, ascolto e pianificazione dello studio, scritte per studenti che desiderano utilizzare il giapponese nella vita reale.
Grammatica · Pagina 8
Particella Yo Ne giapponese: verificare ciò che sapete entrambi, rispetto a Ne e Yo
Non si termina una frase quando si afferma qualcosa in cui si crede e si controlla che chi ascolta sappia o provi la stessa cosa: si espone il proprio punto di vista e ne si chiede conferma, quindi significa 'è vero, non è vero?'
12 min di letturaLasciare cadere l'argomento in giapponese: come gli ascoltatori sanno chi è stato
Le frasi giapponesi tralasciano il soggetto ogni volta che l'ascoltatore può recuperarlo, e l'ascoltatore lo recupera dal contesto, dai verbi di dare e ricevere, dalle forme onorifiche e umili e dalle parole sentimentali che appartengono a chi parla.
11 min di letturaSignificato e usi di Jibun: giapponese per me stesso, te stesso e te stesso
Jibun significa se stesso: rimanda al soggetto della frase, quindi la stessa parola si traduce come me stesso, te stesso, se stesso o lei stessa, e si combina con particelle in frasi come jibun de, da solo, e jibun no, proprio.
12 min di letturaSuffissi plurali giapponesi: Tachi, Ra, Gata, Domo e nomi doppi
I sostantivi giapponesi non hanno il plurale richiesto, quindi hon significa libro o libri; i suffissi tachi, ra, gata e domo si riferiscono principalmente alle persone e significano questa persona e il gruppo con lei, ciascuno a un diverso livello di cortesia.
12 min di letturaSa e Mi giapponesi: trasformare gli aggettivi in sostantivi, con esempi
Gli aggettivi giapponesi diventano sostantivi quando la i finale di un aggettivo i, o la na di un aggettivo na, viene sostituita da sa per un grado che puoi misurare, come in takasa, altezza, o da mi per una qualità che percepisci, come in amami.
12 min di letturaPronomi di terza persona giapponesi: Kare, Kanojo e ciò che la gente dice veramente
Il giapponese ha i pronomi in terza persona kare (lui) e kanojo (lei), ma i parlanti si riferiscono principalmente alle persone per nome, titolo o come ano hito, perché kare e kanojo possono sembrare distanti e anche significare fidanzato e fidanzata.
13 min di letturaDa aggettivi giapponesi ad avverbi: Ku per aggettivi I, Ni per aggettivi Na
Per creare un avverbio da un aggettivo giapponese, cambia la i finale di un aggettivo i in ku, come in hayai in hayaku, e aggiungi ni a un aggettivo na, come in shizuka ni; ii è irregolare e diventa yoku.
11 min di letturaAmari Nai giapponese: Non molto, non molto, non spesso e Amari ni mo
Amari con la negativa significa non molto, non molto o non spesso, come in amari tabemasen, non mangio molto; in una frase positiva amari ni mo significa tanto, e dopo un numero amari significa poco sopra.
11 min di letturaSuffissi giapponesi Chū e Jū: durante, dentro e dappertutto
Lo stesso suffisso kanji si legge chū quando ti trovi in un punto all'interno di un'attività o di un periodo, come in shigoto-chū e konshū-chū ni, e jū quando qualcosa riempie l'intero periodo o luogo, come in ichinichi-jū e sekai-jū.
12 min di letturaKu Naru e Ni Naru giapponesi: come dire diventare, ottenere e trasformarsi
Per dire che qualcosa diventa o ottiene in un certo modo, metti naru dopo il nuovo stato: un aggettivo i cambia i in ku, come in samuku naru, e un aggettivo o sostantivo na prende ni, come in shizuka ni naru e isha ni naru.
11 min di letturaTe Hoshii giapponese: come dire che vuoi che qualcuno faccia qualcosa
Te hoshii, la forma te del verbo più hoshii, significa che vuoi che qualcun altro faccia qualcosa: la persona prende ni, come in tomodachi ni kite hoshii, e verso i superiori lo sostituisci con te itadakemasen ka.
12 min di letturaDa e Datta giapponesi: dove appare e scompare la copula semplice
Da è la forma semplice di desu dopo sostantivi e aggettivi na, e datta è il suo passato, ma da non è semplicemente desu casuale: non segue mai gli aggettivi i, scompare prima di ka, diventa na prima di no, e spesso cade nel discorso.
12 min di letturaGuide pratiche
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