Blog di apprendimento del giapponese
Guide pratiche su conversazione, grammatica, pronuncia, ascolto e pianificazione dello studio, scritte per studenti che desiderano utilizzare il giapponese nella vita reale.
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Da molto tempo non ci vediamo in giapponese: Ohisashiburi e altro
Ohisashiburi desu è facile da imparare e facile da sprecare. Il saluto dura due secondi e, a meno che tu non abbia pronta la riga successiva, la conversazione si blocca esattamente dove avrebbe dovuto iniziare.
13 min di letturaFrazioni, percentuali e decimali in giapponese
Puoi contare fino a cento in giapponese e rimanere comunque congelato davanti a un cartello di vendita. Frazioni, percentuali e sconti utilizzano modelli propri e uno di essi inverte l'ordine utilizzato dall'inglese.
13 min di letturaZutsu, Oki ni e Goto ni: distribuzione e intervalli
Tre piccole parole giapponesi decidono se prendere la medicina ogni giorno, a giorni alterni o una volta ogni tre. Farli correttamente è più importante della maggior parte dei punti grammaticali che studierai questo mese.
12 min di letturaGachi, Gimi e Ppanashi: tendenza ed eccesso di suffissi
Il giapponese ha un piccolo insieme di suffissi per dire che qualcosa tende in una direzione o va troppo oltre. Scopri a cosa si collega ciascuno e potrai descrivere abitudini, sintomi e confusione in una parola invece che in un paragrafo.
18 min di letturaTatsu: Resisti, costruisci, trascorri e taglia fuori
Tatsu è un suono che copre cinque verbi e quello che sorprende maggiormente gli studenti è il tempo. San-nen ga tachimashita non ha nulla a che fare con lo stare in piedi, e il sostantivo davanti al verbo è ciò che ti dice quale tatsu stai ascoltando.
17 min di letturaDare ka, Dare mo, Dare demo: il sistema Ka, Mo e Demo
Il giapponese costruisce qualcuno, nessuno e chiunque con una sola parola: osare. Aggiungi ka, mo o demo e la griglia farà il resto, per chi, cosa, dove, quando e quale.
14 min di letturaKamo Shirenai e Ni Chigainai: quanto ne sei sicuro?
Il giapponese indica quanto sei sicuro di te alla fine della frase. Scegli il finale sbagliato e un'ipotesi attenta si trasformerà in un'affermazione piatta, oppure una conclusione ferma si trasformerà in un'alzata di spalle.
15 min di letturaTara ii e Ba ii: chiedere cosa dovresti fare
La frase più utile che un principiante può portare è una richiesta di guida. Il giapponese lo costruisce a partire dal condizionale più ii, e una volta padroneggiato lo schema puoi chiedere cosa fare, dove andare, cosa dire ed entro quando.
18 min di letturaTame ni, You ni, No ni: tre modi di dire per
L'inglese copre lo scopo con una frase, in ordine a. Il giapponese lo divide in tre modi e la divisione è decisa dal verbo davanti allo schema piuttosto che dal significato che hai in mente.
17 min di letturaUn finale, tre significati: passivo, potenziale e onorifico
La stessa desinenza verbale svolge tre compiti non correlati in giapponese e gli ascoltatori madrelingua li risolvono in una frazione di secondo. Questa guida ti mostra gli indizi che usano.
14 min di letturaTe-aru, Te-iru e Te-oku: risultati, stati e preparazione
Mado ga aite imasu, mado ga akete arimasu e mado o akete okimasu implicano tutti una finestra aperta e dicono tre cose diverse. Questo è il contrasto che separa il giapponese intermedio dal giapponese principiante.
14 min di letturaSae, Koso e Made: particelle di enfasi giapponese
Sae, koso, made e mo si siedono tutti sopra una parola e alzano la voce senza alzare il volume. Ognuno enfatizza una cosa diversa, e scegliere quello sbagliato fa sembrare rigida una frase calda.
14 min di letturaGuide pratiche
Trasforma la conoscenza giapponese in sicurezza nel parlare
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